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Didattica
Lezione n° 2
Analisi modale
Ora che abbiamo finalmente costruito i "modi" del sistema modale basato sulla scala maggiore, non ci resta che analizzarli uno alla volta.
MODO IONICO
Le note che lo compongono e la distribuzione delle distanze sono le seguenti: DO ->T-> RE ->T-> MI ->ST-> FA ->T-> SOL ->T-> LA ->T-> SI ->ST-> (DO).
Costruiamo un accordo sulla fondamentale del modo ionico.
L'accordo si costruisce come descritto precedentemete nei" Cenni sulla costruzione degli accordi" (sovrapposizioni di terze):DO MI SOL SI = DO7Magg. (do settima maggiore). Questo accordo è legato indissolubilmente alla scala che lo ha generato.
Prima di proseguire oltre è necessario introdurre un concetto importantissimo nell'analisi armonica: il concetto di TENSIONE. Chiamiamo tensione la "misura" della consonanza di due note o di una nota su un accordo, cioè quanto due note suonano bene insieme se sovrapposte.
Chiaramente il concetto di tensione è del tutto personale. Tuttavia possiamo pensare a una sorta di gusto comune con il quale stabiliamo se due note suonano bene insieme. Il tipico esempio per spiegare questo concetto è il seguente: i musicisti del seicento utilizzavano solamente triadi, cioè accordi di tonica, terza e quinta. Per la gente dell'epoca la settima suonava malissimo, era usata talvolta la settima negli "accordi di dominante" (poi vedremo cosa sono), ma la settima maggiore, per esempio non era mai inserita. Per noi invece la settima maggiore è parte costituente dell'accordo ovvero il suo livello di dissonanza è nullo, cioè la tensione che crea con altre note è zero.
Definiamo quindi tre gradi di tensione per i nostri scopi:
Torniamo alla nostra scala ionica. In questo momento abbiamo:
Risulta subito ovvio che se suoniamo il nostro accordo, che nel nostro caso è DO settima maggiore, la scala con cui possiamo improvvisarci sopra è la scala di DO IONICO. Detto così, può sembrare che sia sufficiente suonare questa scala su questo accordo per risolvere i nostri problemi con l'improvvisazione. In realtà alcuni dei suoni della scala ionica non vanno benissimo in certi contesti, altri addirittura non vanno bene del tutto!
Siamo quindi in presenza di tensioni.
Abbiamo due possibilità stiamo suonando un accompagnamento e vogliamo renderlo più interessante addizionando voci all'accordo, in questo caso utilizziamo la sezione dedicata alle addizioni(di seguito sotto); stiamo suonando un a solo, in questo caso consultiamo i suggerimenti che si trovano nelle parte dedicata alla melodia.
MELODIA
Analizziamo ciascuna nota della scala singolarmente (per comodità non nell'ordine con cui le incontriamo nella scala):
DO - questa nota è la tonica dell'accordo, cioè la nota che sta alla base di tutta la struttura. Non abbiamo limitazioni nell'uso di questa nota, possiamo suonarla in qualunque posizione. Si può provare a registrare una base ritmica tutta in DO7MAGG. e suonare sopra qualsiasi DO troviamo lungo la tastiera, andrà sempre bene.
SOL - questa nota è la quinta dell'accordo e in linea teorica può essere suonata ovunque, come la tonica. Tuttavia se portata nelle posizioni più basse può creare dei problemi; il motivo è che se scende sotto la fondamentale si impone come basso e abbiamo un rivolto. Esiste una teoria sui rivolti, noi diremo solo che si potrà scendere, con la chitarra, sotto il do più basso della ritmica se c'è con noi un basso (o al limite una tastiera che faccia suoni un do più basso del nostro sol). Chiaramente questa non è una regola!
MI - è la nota che caratterizza l'accordo, è la terza. Può essere usata praticamente ovunque, con le stesse attenzioni dovute al sol. In generale si cerca di non suonarla sotto il do più basso che suona la ritmica.
SI - è la settima maggiore. E' parte strutturale dell'accordo, quindi può essere suonata in qualsiasi posizione, tuttavia è buona norma non eccedere nell'uso nei registri gravi.
RE - è la nona della scala di do ionico. Può essere usata ovunque nella melodia. Non ci sono limitazioni per quel che riguarda la metrica: cioè può essere suonata sia sugli accenti forti che su quelli deboli. E' bene evitare cadenze finali che terminino sulla nona (se finisco un brano in DO7MAGG.farò in modo che l'ultima nota non sia una nona, ma piuttosto una nota strutturale).
LA - è la sesta della scala di do ionica, non ha in pratica limitazioni nell'uso.
FA - la quarta è la nota che crea più problemi. Se suonata sopra DO7Magg. Crea dissonanza con il MI dell'accordo (è quindi una dissonanza di grado "due" rispetto all'accordo), è quindi un passing tone e come tale va usata. Il consiglio pratico è quello di non usarla sugli accenti forti e comunque non per durate superiori a un ottavo (al limite un quarto, su determinate strutture).
Riassumendo ecco una tabellina per la scala ionica:
1° 2° 3° 4° 5° 6° 7°
S T1 S PT S T1 S
ADDIZIONI
Se si vuole rendere più interessante la parte ritmica, oppure se si vuole Armonizzare l'accordo in modo che diventi "più compatibile" con le note del canto è possibile utilizzare note della scala da aggiungere all'accordo (le note aggiunte diventano strutturali).
TONICA, TERZA, QUINTA, SETTIMA sono già note strutturali dell'accordo.
La sopratonica (RE) viene aggiunta per lo più come nona (cioè sopra la struttura già esistente).
La sesta viene addizionata all'accordo senza nessun problema, a volte la si Trova come tredicesima.
La quarta crea parecchi problemi anche come addizione, infatti contrasta con la nota mi, per credere provare a suonare questo accordo: DO.SOL.SI.FA.MI/
Se si vuole per forza un accordo di DO con la quarta bisogna sospenderlo, cioè bisogna togliere la terza. L'accordo assume allora questa forma: DO.SOL.DO.FA/
Questo accordo si chiama DO4sus, sus sta per sospeso (suspended) e come si può vedere è mancante della modale (la terza). L'ACCORDO DI 4°,COMUNQUE,TENDE A RISOLVERE SULLA 3° DELLA STESSA TONICA.
ESERCIZIO:
Si può provare a suonare un accordo di DO7Magg. (magari registrandosi) e provare a inventarci qualche tema sopra. Se si possiede qualche disco di Satriani si può provare ad ascoltarlo: si trovano spesso soli eseguiti su un tappeto di un solo accordo. Le atmosfere non sono mai ioniche, ma è un ottimo esempio di come si possa suonare su un solo accordo senza stufare l'ascoltatore.
MODO DORICO
Il modo dorico è formato dalle seguenti note con le distanze riportate:
RE ->T-> MI ->ST-> FA ->T-> SOL ->T-> LA ->T-> SI ->ST-> DO ->T-> RE
La scala dorica è identica alla minore naturale tranne nella sesta che qui si presenta come aumentata.
L'accordo che deriviamo da questa scala è il RE-7: RE FA LA DO = RE-7 o RE min. 7
NOTA: Quando accanto a 7 nella denominazione dell'accordo non c'è Magg. la settima va intesa come minore (ovvero un tono sotto la tonica). Talvolta la 7 maggiore può essere indicata con un triangolino accanto al nome dell'accordo (in questo modo non c'è possibilità di errore: il triangolino indica la settima maggiore, mentre 7 indica la settima minore).
Per questa scala si può effettuare una analisi simile a quella fatta per la scala modale ionica. Il risultato è presentato direttamente nella tabellina finale:
RE MI FA SOL LA SI DO (RE)
1° 2° 3° 4° 5° 6° 7°
S T1 S T1 S T1 S
MELODIA
Le note strutturali si possono usare senza nessun problema in qualsiasi posizione. Oltre a queste quattro note la melodia può muoversi senza problemi sulla quarta e sulla nona (la quarta è non è più un PT, in quanto ovviamente questa non è più la scala ionica, ma un'altra scala, con tensioni diverse). La sesta invece secondo i contesti può presentare dei problemi; tuttavia la consideriamo una T1 e non un PT quindi non imporremo regole sull'utilizzo di questo grado.
ADDIZIONI
Tutti i gradi della scala dorica possono essere addizionati all'accordo senza nessun problema. L'accordo con la sopratonica è più spesso trovato nella forma con la nona
ESERCIZIO
A questo punto conosciamo due scale modali: la scala ionica e quella dorica. Si possono provare i seguenti esercizi:
1) si registra un tappeto di RE-9 e DO7Magg.; su questi due accordi si usano rispettivamente la scala di re dorico e di do ionico, che formalmente coincidono. In pratica sulla progressione si suona sempre in DO MAGGIORE.
E' bene allenarsi a fare cadere sugli accenti più forti note dell'accordo, e a fare precedere queste da una nota contigua. Ad esempio sull'ultimo ottavo in cui suono RE-7 suono un fa, sul primo ottavo di DO7Magg. suono un mi.
2) si registra un tappeto di REb7Magg. e SOL-7; sul primo si suona la scala di Reb ionico (cioè la scala di reb maggiore), sul secondo la scala di sol dorico (cioè la scala di fa maggiore). I due accordi non sono collegati, cioè non c'è una scala che contiene entrambi gli accordi, quindi non possiamo usare come in ambito tonale una sola scala per improvvisare. Se non avete mai suonato o ascoltato cose di questo tipo il secondo esempio potrebbe risultare sgradevole all'ascolto. Tuttavia è chiaro fin da ora che grazie alle scale modali è possibile utilizzare risorse nuove per fare musica: ogni accordo suonato, anche quelli
di canzoni "tonali" può essere pensato in maniera "modale".
MODO FRIGIO
Lo si otteniene partendo dal terzo grado della scala maggiore: MI FA SOL LA SI DO RE (MI)
L'accordo relativo al modo frigio è il MI-7 = MI SOL SI RE che è un accordo minore (con la settima minore).
MELODIA
Le note strutturali (quelle che formano l'accordo di tonica della scala frigia) possono essere utilizzate ovunque. La seconda e la sesta sono note di passaggio, faremo quindi bene a non suonarle sugli accenti forti della battuta (all'inizio o sul secondo battito), e in ogni caso per durate non superiori a un ottavo (al limite un quarto). Come per tutti i PT se suonati nei registri più acuti, viene mitigata la dissonanza (questo vale anche per il FA su DO7Magg.). La quarta è una tensione primaria e non presenta problemi se non nei registri più gravi. Questa scala è spesso usata nella musica heavy-metal, a volte viene utilizzata per riprodurre effetti "spagnoleggianti".
ADDIZIONI
L'accordo di MI- addiziona la sola quarta-undicesima della scala frigia (l'accordo MI-4 è MI SOL LA SI, l'accordo MI-11 è MI SOL SI RE LA). La seconda - nona contrasta fortemente con la tonica (distante un solo semitono), l'accordo MI-9 non viene generalmente usato; mentre la sesta-tredicesima contrasta con la quinta, l'accordo MI-9 viene usato talvolta nella variante sospesa (MI-9sus.).
MODO LIDIO
Lo si ottiene partendo dal quarto grado della scala maggiore: FA SOL LA SI DO RE MI (FA)
Questa scala è una delle più interessanti scale modali basate sulla scala maggiore. E' quasi uguale alla scala ionica, ad eccezione della quarta che qui si trova aumentata. L'accordo generato da questa scala è l'accordo FA7Magg. = FA LA DO MI un accordo maggiore con la settima maggiore.
MELODIA
In questa scala non ci sono passing tones, ciò significa che tutte le note possono essere utilizzate nel canto. Le note strutturali non creano problemi (facendo attenzione solo quando terza, quinta e soprattutto settima scendono sotto la tonica eseguita dallo strumento più basso). La seconda e la sesta possono essere utilizzate in qualsiasi registro sopra quello contenente la tonica più bassa (come anche nella scala ionica). La quarta qui si trova aumentata e non contrasta più con la terza, si può quindi usarla liberamente a patto di non suonarla vicino a una quinta, in quanto questa vicinanza può creare in certe strutture delle dissonanze non coperte. In pratica non consideriamo la quarta di questa scala un PT, tuttavia seposta sugli accenti forti può risultare inconsueta.
ADDIZIONI
L'aggiunta della nona da un accordo simile a quello della scala ionica (ilsuo suono è molto aperto se la nona è vicino a una tonica o a una terza, cioè se laposizione è un cluster). Lo stesso vale per la sesta che viene aggiunta anche cometredicesima. L'aggiunta della sopramodale non crea problemi nè nel caso venga aggiunta come quarta.
MODO MISOLIDIA
Si ottiene partendo dal quinto grado della scala maggiore.Forse è l'applicazione più importante del sistema delle scale modali: si usa in tutti i generi (pop, blues, jazz, metal...). Questa scala è costruita partendo dal 5° grado della scala maggiore, considerando sempre l'esempio in do maggiore, la scala misolidia (di sol, cioè del quinto grado della scala di do) ha questa forma: SOL LA SI DO RE MI FA (SOL). L'accordo generato da questa scala è l'accordo di SOL 7 DOMINANTE o SOL7.
SOL7 = SOL SI RE FA
Il nome SOL SETTIMA DOMINANTE è dovuto alla presenza della settima, che letteralmente domina sulla struttura dell'accordo (è la nota che si sente di più).In tutta la musica sono basilari gli accordi di settima dominante: nel rock e nel blues questa forma è praticamente onnipresente; nella musica pop viene usato per evidenziare le cadenze più importanti; nel jazz è utilizzato, con le sue variazioni, nella struttura base di questo genere, ovvero la cadenza:ii-V-I.
MELODIA
La scala misolidia permette di usare al canto tutte le note in essa contenute. Al solito le note strutturali non creano problemi: in più in alcune strutture la settima al basso non crea contrasto con le voci più alte. La seconda e la sesta sono utilizzabili senza limitazioni. L'unica nota su cui porre un po' di attenzione è la quarta, che in alcune particolari strutture può essere percepita come leggermente dissonante.
ADDIZIONI
Il SOL7 addiziona tutte le note della scala misolidia.
Con la nona si ha SOL7 9 = SOL SI RE FA LA.
Con la sesta si ha SOL 6 = SOL SI RE MI (FA) (la nota in parentesi è strutturale, l'accordo andrebbe fermato alla sesta).
Con la tredicesima si ha SOL7 6 = SOL SI RE FA (LA) (DO) MI (le note in parentesi sono presenti perchè l'accordo va costruito per sovrapposizioni di terze: prima di arrivare al MI ci sarebbero il LA una terza sopra il FA, il DO una terza sopra il LA, quindi il MI, questo vale solo per la didattica).
Con la quarta ho SOL 4 = SOL SI DO (FA) (FA è strutturale, ma l'accordo andrebbe fermato alla quarta). Con l'undicesima ho SOL 11 = SOL SI RE FA (LA) DO.
NOTE IMPORTANTI SULL'ACCORDO di DOMINANTE SETTIMA
La parte veramente importante di questa struttura modale è la presenza all'interno della stessa scala delle coppie di note SI, FA e DO, MI.
L'accoppiata SI, FA (presente anche nell'accordo di dominante) viene chiamata tritono, in quanto la distanza tra i due gradi è proprio di tre toni (in ognuno dei due versi).
Questa combinazione ha un forte potere risolutivo: il si tende naturalmente a risolvere verso il do, mentre il fa tende a scendere sul mi, quando le due note FA e SI si trovano in coppia. In un accordo di SOL7 creano una forte tensione (le due note insieme sono Non pienamente consonanti): questa viene risolta se si passa al DO (eventualmente al DO7Magg.).
In questo modo FA->MI e SI->DO.
Ecco il motivo per cui la cadenza V-I (SOL7 è l'accordo di dominante o V per DO) ha avuto nel corso della storia della musica occidentale un tale successo.
MODO EOLIO (scala minore naturale)
É la scala costruita a partire dalla sesta della scalamaggiore: LA SI DO RE MI FA SOL (LA)
MELODIA
Le note strutturali, la nona e la quarta possono essere utilizzate senza problemi. La sesta invece, essendo distante un solo semitono dalla quinta, crea, dove suonata nello stesso registro, una dissonanza. Sarebbe meglio, in generale,evitarla sugli accenti forti e non suonarla se non per brevi durate (un ottavo, al limite un quarto).
ADDIZIONI
L'accordo di LA-7 addiziona la nona, la quarta-undicesima (in entrambe le forme). Non addiziona la sesta (per via del contrasto con la quinta), ma può essere trovato in una forma senza la quinta (MI) e fatto proseguire verso una forma con la quinta. É preferibile del tutto evitarla nella forma con la tredicesima.
MODO LOCRIO
L'ultima è la scala LOCRIA, costruita sul VII grado della scala maggiore: SI DO RE MI FA SOL LA (SI)
L'accordo derivato è un accordo molto particolare: SI RE FA LA
L'accordo è caratterizzato da distanze di una terza minore tra tonica e terza e tra terza e quinta, da una distanza di una terza maggiore tra quinta e settima. Se andassimo a rivedere i precedenti accordi maggiori e minori troveremmo che le distanze sono rispettivamente terza magg. e terza min. (accordi maggiori), terza min. e terza magg. (accordi minori). Questo accordo dunque non è nè maggiore nè minore: è una accordo SEMIDIMINUITO. E' SEMIDIMINUITO (diminuito a metà) in quanto la settima continua a essere distante una terza maggiore dalla quinta.
MELODIA
La scala locria non è molto utilizzata per scrivere delle melodie. Valgono osservazioni simili per le note delle altre scale: la seconda è un PT, quindi è bene evitarla sugli accenti forti e non suonarla a lungo. La quarta può essere usata, ma con certe strutture può creare problemi (quando suonata vicino alla quinta su accenti forti). La sesta viene usata invece senza problemi.
ADDIZIONI
L'accordo SI semidim. non addiziona la nona. Addiziona la quarta-undicesima, che con alcune strutture però ha un suono inconsueto. Addiziona la sesta tredicesima: anzi questa forma si presenta come una specie di rivolto di SOL 9.
NOTE IMPORTANTI SULLA SCALA LOCRIA
L'accordo si usa spesso per sostituire quello di settima dominante che sta una sesta sopra (SI semidim. sostituisce SOL7) e di conseguenza si usa la scala locria (SI locrio) al posto della misolidia (SOL misolidio), ma è quasi solo una questione formale (in quanto per suonare queste due scale si usa comunque la scala di DO maggiore). L'accordo semidiminuito è identico all'accordo minore settima con la quinta bemolle che ha la stessa tonica (SI semidim. è simile a SI-7). In conseguenza di ciò possiamo affermare che, in alcnuni contesti, è possibile sostituire un accordo minore 7 con uno semidiminuito con la stessa tonica e di conseguenza usare al posto di una scala dorica una scala semidiminuita (uso SI locrio al posto di SI dorico). Con quest'ultima scala termina l'analisi delle scale modali basate sul modo maggiore.
Schema riassuntivo
SCALA MAGGIORE MODO NOTE
1° grado ionico scala maggiore
2° grado dorico scala minore naturale, 6° aumentata
3° grado frigio scala minore naturale, 9° diminuita
4° grado lidio scala maggiore, 4° eccedente
5° grado misolidio scala maggiore, 7° minore
6° grado eolio scala minore naturale
7° grado locrio scala semidiminuita (3° minore, 5° diminuita)
Consigli pratici:
Come promesso nella prima lezione, presto, saranno inserite le basi che ci aiuteranno a comprendere meglio lo studio fatto finora cioè applicheremo praticamente le suddette nozioni. Alla prossima!
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by Nino Cavallaro